Rock fishing: attrezzature ed inneschi

Consigli sulla pesca a Light Rockfishing: dalle attrezzature agli inneschi - PescaFishingShop.com

Con il termine Light Rockfishingrock fishing andiamo ad inquadrare quella tecnica di pesca in mare che ci permette, mediante l’utilizzo di piccole hardbait e softbait, di insidiare da terra i piccoli predatori marini da scogliera come lo sciarrano, la perchia, i ghiozzi e l’indiscusso “king of rocks”, lo scorfano. Andando a manovrare le nostre micro esche, grazie proprio alla loro dimensione davvero contenuta, riusciremo anche ad ingannare coloratissimi pesci dall’indole non prettamente predatoria, come ad esempio i tordi e donzelle. In particolare l’azione di pesca può essere messa in pratica ovunque, è anche questo uno dei punti forte di questa tipologia di approccio: dove c’è acqua salata, lì potremmo bagnare le nostre esche speranzosi di qualche bella cattura.

Attrezzatura da pesca a light rockfishing

La parola chiave per il divertimento in questa tecnica è senza dubbio “light”, leggero, infatti per gustare a pieno dell’azione di pesca, delle mangiate e soprattutto dei combattimenti le nostre attrezzature dovranno esserlo, andando alla ricerca di piccole prede potremmo tranquillamente permetterci attrezzature di questo tipo senza correre il rischio di perdere pesci, causa slamature o rotture in combattimento. In particolare per la pesca con piccole testine piombate, nell’ordine di 0.5-2 gr, a stretto contatto con il fondo, sono state studiate canne con il cimino innestato (solid tip) in fibra di vetro che permette una maggiore sensibilità sia per quanto riguarda la manovra dei nostri artificiali tra le cover, che sulla mangiata. Continuando il discorso sulle canne, in commercio sono disponibili vari modelli, bi- e mono pezzo. Una grammatura piuttosto universale è una 0 - 5 g, di 7 piedi e 2 pollici, con solid tip, che permette di godersi al massimo i combattimenti ma soprattutto essere in grado di distinguere alla perfezione il fondale su cui stiamo pescando.

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Lanci lunghi e flipping

Per quanto riguarda la lunghezza, le canne specifiche variano dai 7 a poco sopra gli 8 piedi. In base all’utilizzo e alla tipologia di spot che si andrà ad affrontare, sceglieremo canne di una lunghezza intermedia, attorno ai 7 piedi, in modo tale da poter affrontare tranquillamente differenti spot, dalla scogliera sommersa, dove sono necessari lanci lunghi, alla banchina artificiale, dove si pesca prevalentemente a flipping nell’immediata vicinanza (utilizzando solo una determinata porzione di lenza fuori dal mulinello, senza mai aprire l’archetto tra una posa e quella successiva). Infine, per coronare il tutto, è consigliato l’utilizzo di un piccolo mulinello da spinning, le taglie variano dai 1000 fino ai 2500, in modo tale da non appesantire troppo il combo (canna più mulinello), un moltiplicatore piuttosto leggero che ci permette di maneggiare la canna con sicurezza e senza affaticarci troppo, è sicuramente l’arma vincente nelle lunghe sessioni di pesca.

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Sul mulinello, in base alle nostre preferenze, andremo a montare un nylon, un fluorocarbon o un trecciato, con carichi di rottura dalle 3 alle 6 libbre: diametri maggiori non permettono un movimento e una sensibilità ottimale delle nostre esche. Un’opzione possibile è quella di montare un fluorocarbon diretto, dello 0.18 (circa 6 lb di carico). Questa tipologia di filo ha una resistenza all’abrasione superiore a quella del classico nylon, ma soprattutto è totalmente invisibile in acqua, permettendo una presentazione migliore agli occhi dei predatori, che non saranno insospettiti dalla visione della lenza.

Esche da pesca a light rockfishing

Grazie alla somiglianza delle abitudini nutrizionali e alle tecniche di attacco dei piccoli predatori marini di scogliera, a quelle di altri predatori delle acque interne come trote o black bass, le esche che si usano per il rock fishing spesso sono le medesime utilizzate in lago e in fiume, solamente ridimensionate per i piccoli stomaci dei micropredatori di acqua salata. Per fare un pò di chiarezza su quello che è il mondo delle softbait per questa fantastica tecnica, è utile classificare le esche in base alla tipologia, e soprattutto a quello che desiderano riprodurre. Troviamo:

- Shad, che riproducono alla perfezione i piccoli pesci foraggio.

- Craw e crab, che vanno ad imitare dei piccoli gamberetti o degli esemplari di granchio.

- Creature, che hanno forme di fantasia, non imitano nulla di realmente esistente, ma che grazie alle vibrazioni riescono a richiamare e far cadere in tentazione i predatori.

- Grub, già ampiamente conosciuti e utilizzati nel campo della pesca alla trota in acque interne, che possono essere single tail o double tail (con coda singola e doppia).

- Stickbait, esche dritte che in base alla forma e alla dimensione sono in grado di riprodurre pesce foraggio, piccole alghe sottili ed infine il comunissimo ma molto catturante verme.


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Montature da pesca a rockfishing

Parlando di rockfishing, la montatura classica, nonché la più utilizzata, è quella con testina piombata, ma non è sicuramente l’unica che si può mettere in pratica con successo, infatti in base allo spot, a dove staziona il pesce e soprattutto alle sue abitudini, potremmo usufruire di montature prese in prestito dalla pesca al bass, come il drop shot e lo split shot.

Testina piombata

Nota anche come jig head, è la montatura che incarna alla perfezione lo spirito del rockfishing: in questo modo si può pescare a stretto contatto con il fondo, sentire ogni piccola struttura distintamente e far lavorare perfettamente le nostre esche dentro alle cover, proprio dove stazionano i predatori. In base alla dimensione e alla forma della testina avremo una velocità di affondamento e soprattutto un assetto, una volta arrivati sul fondo, differente. Testine più pesanti si rivelano utili nelle pescate su fondali pronunciati e nelle sessioni notturne, dove la sensibilità sugli ostacoli e sulle mangiate è fondamentale, pescando senza alcun riferimento visivo. Testine più leggere invece aiutano l’esca ad affondare più lentamente, favorendo le mangiate a mezz’acqua.

Split shot

Lo split shot è una montatura molto semplice: consiste nel legare a fine lenza un comunissimo amo di quelli che si usano per la pesca al tocco, di dimensioni molto contenute, e in posizione antecedente, andare a fissare un piombetto a pressione. Ne esistono di appositi studiati per la pesca al bass, ma anche quelli classici utilizzati nella pesca al colpo vanno benissimo.

Teniamo conto che molti dei piccoli predatori che vogliamo andare ad insidiare hanno un apparato boccale davvero molto piccolo, motivo per il quale un amo di dimensioni contenute fa sì che le mangiate vadano a buon fine. In base alla distanza tra il piombo e l’amo andremo a modificare quella che è l’azione della nostra esca: maggiore la distanza, più la nostra piccola soft bait sarà mobile, fluttuante e lenta nell’arrivare sul fondo. Al contrario, più andremo ad avvicinare il piombetto alla nostra esca, più la presentazione sarà simile a quella che avremo con una classica testina piombata. Rispetto all’utilizzo di una testina piombata questa montatura risulta essere meno efficace in fase di ferrata e più soggetta ad incaglio nelle strutture, avendo l’amo mobile, invece che fisso in posizione verso l’alto come si ha pescando con una jig head.

Drop shot

Si tratta di una montatura ampiamente utilizzata nella pesca al bass, per ricercare i pesci sospesi su fondali pronunciati, è una montatura poco usata in mare, ma che in condizioni di pesce sospeso e sospettoso regala una marcia in più. La realizzazione prevede di legare un amo di piccole dimensioni sulla nostra lenza, facendo attenzione a lasciare la parte in eccedenza nel nostro nodo abbastanza lunga, perché una volta ultimato lo stesso andremo a posizionare un piombo apposito proprio sull’eccedenza proveniente dal precedente nodo. Esistono in commercio piombi di varie di forme studiati per questa tecnica, sferici e cilindrici. Andremo a scegliere i primi se ci troveremo a pescare su sassaie e i secondi se dovremo affrontare degli erbai, questo semplicemente per ottenere una penetrazione ottimale. Entrambe le forme possono essere utilizzate egregiamente su qualsiasi tipo di fondale. Se la montatura è avvenuta correttamente si avrà l’amo sospeso sulla lenza che termina con un piombo (montatura simile a quelle utilizzate nella pesca a bolentino dalla barca). Pescando in questo modo riusciremo a mantenere la nostra esca sollevata dal fondo, per lunghi periodi. È una tecnica molto efficace quando ci troviamo in condizioni di pesce particolarmente apatico o quando staziona sospeso, in questo modo riusciremo a presentare la nostra esca lentamente, per lungo periodo nello stesso punto, in diversi strati d’acqua, senza che essa affondi.

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Ed ora... a pesca!

Dopo questa breve introduzione a carattere generale non resta che prendete la nostra fidata canna da spinning, senza troppe pretese, una manciata di artificiali e via in pesca: ad ogni mangiata resteremo sorpresi dalla cattiveria con cui attaccano le nostre eschette questi piccoli ma arroganti predatori marini, ma soprattutto una volta salpati resteremo di sasso stupiti dai colori, dalle livree e dalle forme fantastiche che madre natura ha donato a queste creature d’acqua salata. 


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