Canne Tonnetto Alletterato

Canne Pesca Tonnetto Alletterato (Euthynnus alletteratus)

Il tonnetto alletterato è un avversario di tutto rispetto, un pelagico gregario che arriva a 80 centimetri di lunghezza, di rado anche a un metro, spesso supera i 15 chili e si scatena in difese mozzafiato una volta allamato.

Anche se abbocca a spinning (con gli artificiali, e a esche lasciate in corrente (drifting e light drifting), una delle tecniche più redditizie per catturare l’alletterato è la traina ad alta velocità, sia in superficie sia negli strati d’acqua inferiori.

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La traina all’alletterato si pratica in mare aperto ma, soprattutto a fine estate e a fine autunno, è possibile catturarlo anche nel sottocosta, quando i branchi arrivano al seguito del pesce azzurro. Negli ultimi anni, la presenza di alletterati è aumentata notevolmente in tutti i mari che circondano la nostra penisola, anche nell’alto Adriatico dove era quasi completamente assente. Dunque... diamoci dentro!

L’alletterato è caratterizzato dalla marezzatura azzurro-blu del dorso, attraversato da linee nere. A prima vista può essere confuso con giovani esemplari di tonno rosso da cui, però, si differenzia per le macchie scure appena sotto la pinna pettorale. Anche la forma affusolata ricorda molto quella dei tonni, ma gli alletterati sono un po’ più panciuti, hanno la prima pinna dorsale che si prolunga fino quasi alla seconda e l’occhio è lievemente più piccolo. Il corpo è allungato mentre la testa è conica con il muso appuntito. La bocca non è molto grande ma la mandibola è lievemente prominente e una sola fila di denti piccoli e sottili arma le mascelle. La lingua possiede due carene longitudinali, una su ogni margine superiore. Il colore del corpo è azzurro-acciaio, quasi nero, sul dorso, con linee nerastre e sinuose sopra la linea laterale, argenteo sui fian chi e sul ventre. Caratteristi che dell’alletterato sono le macchie nere sui fian chi nella metà anteriore del corpo che spiccano sul bianco del ventre. È carnivoro e gregario, e si raduna in branchi più o meno numerosi.

Non è una preda dalle dimensioni enormi, quindi possono essere impiegate attrezzature medio-leggere che rendono ancora più emozionante il combattimento. Le canne più adatte per la traina sono quelle tra le 8 e le 20 libbre. I mulinelli rotanti più appropriati sono classificati con la dicitura da 12 o a 20 libbre al massimo.

Discorso a parte merita il nylon: spesso siamo portati a usare un filo di libbraggio rapportato alle dimensioni dell’attrezzo, in questo caso di diametro sottile, senza pensare che potrebbe capitare di perdere la cattura. È un errore da evitare, lasciando i combattimenti e le catture sul “filo del rasoio” a chi sa veramente il fatto suo: per la maggior parte dei pescatori, e soprattutto per chi è alle prime armi, la traina all’alletterato va fatta con fili sicuri e anche se sono leggermente “maggiorati” rispetto al libbraggio del mulinello, poco importa. Per esempio, una lenza da 20 libbre con un carico di rottura leggermente inferiore ai 10 chili è più che sufficiente per regalare entusiasmanti combattimenti senza correre rischi inutili. Tenersi sotto questo libbraggio, invece, vuol dire mettere in preventivo qualche rottura. Abbiamo più volte sostenuto che la cosiddetta “sportività” spesso porta ad azioni sconsiderate che si ripercuotono sulla preda: un amo in bocca non è la fine del mondo per il pesce, perché spesso viene neutralizzato dall’organismo, ma potrebbe capitare che le famose decine di metri di nylon al seguito facciano soccombere l’animale perché, incagliandosi, gli impediscono di nuotare e, di conseguenza, di sopravvivere. Pensiamoci bene prima di usare fili un po’ da sbruffoni: siamo convinti che per l’alletterato sia meglio finire in padella con “tutti gli onori” che perire miseramente di fame o sbranato inerme da altri predatori per colpa di un maledetto filo troppo “sportivo”!

Consigli per la traina agli alletterati

Le piume sono le classiche a testa piombata, da preferire quelle rosso-bianco, blu-bianco e blu-nero. Questi colori vanno alternati a seconda della giornata e delle mangianze. Il primo abbinamento va bene con cielo nuvoloso o poca luce e quando i pesci sono in mangianza su piccoli gamberi, il krill. Il blunero e il blu-bianco sono ottimi in giornate di sole e molta luce, specialmente quando gli alletterati sono in caccia su banchi di sardine o acciughe. Gli octopus che vanno per la maggiore hanno la testa cilindrica vuota, che crea molta turbolenza in fase di traina, oppure in gomma semiconcava. I colori anche qui variano dal bianco al rosa, dal rosso al blu, sempre legati alle stesse varianti citate per le piume. Se con questi due tipi di esca miriamo a pesci che tendenzialmente predano in superficie, con i minnow possiamo tentare la pesca alternativa di superficie oppure cercare le prede più in profondità. Su mangianze a galla, con piume e octopus ignorati, possiamo anche osare la carta popper: senza paletta e con testa concava, molto spesso riesce ad attirare il pesce che preda a galla. La turbolenza creata dalla particolare forma della testa fa entrare in frenesia alletterati che spesso non abboccano ad altre esche. Se invece vogliamo affondare gli artificiali e farli lavorare fino a circa 9 metri di profondità, possiamo tentare con i minnow superaffondanti dalla grossa paletta in plastica, che permette anche di trainare a una velocità superiore senza variare la profondità. Nel caso di questi minnow, però, sono consigliate lenze non inferiori alle 30 libbre, perché prodotti inferiori non resistono alla trazione delle esche artificiali superaffondanti. Nella scelta degli inganni dobbiamo valutare anche le dimensioni delle prede: per alletterati fino a 5 chili, usiamo artificiali lunghi al massimo 15 centimetri; se la taglia è superiore, si possono usare piume e octopus da 20 e minnow anche da 30 centimetri. Il terminale da alletterato è lungo circa 2 metri, in nylon compreso tra lo 0,70 e lo 0,90, collegato alla doppiatura di lenza da una robusta girella con moschettone. Solitamente si usano accessori con alti libbraggi e un moschettone all’altezza del combattimento. Alcuni pescatori usano girelle a barilotto semplice, legando il terminale con il nodo del tubicino, ma se da una parte questo attacco garantisce maggiore sicurezza rispetto al grosso moschettone, dall’altra è poco pratico nel cambio dei terminali e quando dobbiamo variare il tipo di artificiale. Con girella e moschettone, basterà aprire quest’ultimo per la sostituzione dell’intero finale, mentre con il solo moschettone dovremo ogni volta tagliare il filo, togliere l’artificiale per poi legare di nuovo l’esca. Con grossi minnow, piume e octopus si mantengono andature veloci, che è necessario ridurre quando si usano esche piccole per pesci di taglia media. Sempre più spesso l’alletterato viene catturato a spinning, oltre che a drifting medio o in top shot. Per questo motivo, in questa pagina di Pesca Fishing Shop abbiamo fatto una selezione delle canne da pesca agli alletterati comprendendo tutte queste tecniche alieutiche.

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