Amur: come pescare la Carpa Erbivora – Pesca Fishing Shop

Con una lunghezza massima che raggiunge i 120 cm ed un peso che può superare abbondantemente i 30 kg, la carpa erbivora, o "amur", ha sempre destato nel cuore di molti carpisti un grande interesse.

Un corpo robusto, affusolato ed alquanto allungato con una leggera compressione nella sola regione caudale fanno dell’amur una perfetta macchina idrodinamica.

Con la sua livrea di indubbia bellezza, con le sue grosse squame dorate orlate di scuro (da 35 a 45 lungo la linea laterale), sicuramente sa regalare combattimenti ed emozioni uniche che pochi paragoni trovano nel panorama dell’ittiofauna delle acque interne.

Lo sapevi che questo bel pesce... non è italiano?!

Specie alloctona nel nostro Paese, o aliena come dir si voglia (cioè non originaria delle nostre acque), è stata introdotta in Italia dapprima in piccoli specchi d’acqua, utilizzati per la pesca sportiva, come anche in canali di irrigazione come agente di controllo biologico della vegetazione acquatica infestante.

La specie in seguito è stata segnalata in alcuni laghi e fiumi del nord e del centro Italia.

Sicuramente sono almeno due i primi bacini dove la presenza di questo ciprinide è stata causata da un’immissione volontaria da parte dell’uomo: il Lago di Endine (Bergamo) e il Lago di Sartirana (Como), in quest’ultimo l’introduzione della specie ha causato la quasi totale e permanente scomparsa della preesistente vegetazione sommersa.

Sono proprio i danni che vengono arrecati alla vegetazione acquatica un primo punto di riflessione sull’introduzione di questa specie in nuovi specchi d’acqua.

I lanci di carpa erbivora vengono spesso giustificati per fini di controllo biologico delle piante acquatiche, tuttavia l’immissione di grandi quantitativi di amur in acque libere dovrebbe essere associata ad una valutazione dell’impatto che tale operazione può avere per l’ambiente acquatico in generale.

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Non c'è amur senza pinate acquatiche

amur pescare la carpa erbivoraAnche se può essere considerato un agente naturale di controllo biologico della vegetazione acquatica infestante, se non introdotto con ponderatezza e approccio scientifico può provocare problemi di competizione ambientale (leggi competizione alimentare o di nicchia ecologica) con altre specie ittiche esistenti, per esempio con le carpe stesse alle quali può sottrarre materiale trofico vegetale e detritico.

Inoltre, molto cibo di cui le carpe si nutrono è legato a cicli biologici che non possono avvenire se non c’è una presenza elevata di substrati vegetali sul fondo (sia che si tratti di piante acquatiche che di alghe), si pensi ai gamberetti come anche a numerosi molluschi e insetti di varie specie.

Poi c'è da dire che sia le carpe che molte altre specie ittiche necessitano delle piante acquatiche per poter svolgere in maniera corretta la deposizione delle uova.

amur pescare la carpa erbivoraNon è dunque difficile intuire come la diminuzione di piante possa impattare in maniera significativa su moltissimi sistemi ecologici che negli anni si sono perfezionati adattandosi ad hoc ad un determinato ambiente e a determinate situazioni ecologiche che improvvisamente potrebbero cambiare.

Non dimentichiamoci, poi, che se da una parte l’introduzione di una specie alloctona come l’amur può essere giustificata per finalità di contenimento di determinate specie infestanti di piante o alghe, dall’altro può compromettere piante acquatiche non infestanti e magari autoctone per un dato fiume o lago (o addirittura endemiche), andando quindi a modificare in senso sfavorevole l’assetto ambientale complessivo.

 

 

Come pescare l’amur: consigli per la pesca della Carpa Erbivora, specie di pesce alloctona, introdotta in Italia per controllo piante acquatiche  – PescaFishingShop.com

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Amur: origini e collocazione ambientale

Specie introdotta un po’ovunque, in particolar modo in Europa orientale, la specie è originaria del tratto inferiore dei grandi fiumi cinesi, nonché del tratto medio ed inferiore del fiume Amur.

È stata introdotta in seguito in gran parte dell’Asia, fino all’India e al Giappone.

La troviamo oggi in bacini idrici africani, americani ed in Oceania. Ormai è noto il suo amore per le acque a corso lento o stagnante, in particolare se con fondo ricco di vegetazione.

una specie che può vivere entro intervalli molto ampi di temperatura, e per questa sua tolleranza possiamo definirla una specie spiccatamente euriterma.

Si pensi che riesce a vivere in acque con temperature ad 1-2 °C come anche in ambienti che si caratterizzano per temperature a 38-39°C. Quest’ultima caratteristica è possibile poiché la specie ha una modesta necessità di ossigeno.

amur pescare la carpa erbivoraLa riproduzione dell’amur

Questa specie non si riproduce quasi mai al di fuori del suo areale di origine, dove la riproduzione avviene tra aprile ed agosto con la deposizione delle uova in zone di frega caratterizzate da corrente o ricche di vegetazione. Comunque sembra ormai accertato che in alcune acque italiane questa specie è riuscita a riprodursi. Infatti, nonostante non avvenissero più lanci da parte dell’uomo da  molti anni, in alcuni bacini sono state pescate carpe erbivore di piccola taglia, segno evidente che alcuni esemplari siano riusciti a riprodursi.

Parlando di riproduzione, si deve sapere che la femmina depone 200.000 uova di circa 1,2-1,3 mm di diametro per ogni kg di peso. Si pensi dunque un amur di venti chilogrammi di peso quante uova depone!  Dopo la fecondazione le uova si idratano rapidamente aumentando in pochi minuti il loro diametro fino a 4 mm e raggiungendo misure massime di circa 5 mm dopo due ore. Le uova sono trasportate a valle dalla corrente, ma schiudono rapidamente, in 23-33 ore a 21-25°C.

Il fatto che la schiusa avvenga in tempi così brevi è una strategia riproduttiva della specie, infatti in questo modo si evita che la corrente porti le uova in luoghi troppo lontani e magari in ambienti poco idonei allo sviluppo degli avannotti. L’accrescimento è relativamente lento negli ambienti naturali dell’areale originario, dove all’età di 10 anni gli individui raggiungono 70-75 cm di lunghezza, mentre si svolge con estrema rapidità in condizioni ottimali quali, per esempio, quelle dei bacini di allevamento dove vengono fatte crescere a temperature comprese tra 18 e 25 gradi e dove è presente cibo in abbondanza.

Un rapido accrescimento è avvenuto, chiaramente, anche in quegli ambienti naturali dove le condizioni di cibo e temperatura hanno fatto sviluppare le amur a dismisura (questo è ciò che è avvenuto anche in alcune acque italiane).

La maturità sessuale è raggiunta ad un’età variabile in dipendenza delle condizioni ambientali, comunque, si parte da un minimo di 4-5 anni in Cina ad un massimo di 10 anni in alcune zone della Russia Europea. Al di fuori delle zone di origine si ricorre, a fini ittiogenici, alla riproduzione artificiale con l’introduzione di ormoni in grado di perfezionare il processo di maturazione sessuale.

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Alimentazione delle carpe erbivore

Nella prima fase dell’esistenza la dieta è costituita da piccoli invertebrati; assai precocemente, però, viene adottata una stretta fitofagia (ovvero, alimentazione a base di sostanze vegetali), con un’assunzione preferenziale delle idrofite sommerse più succulente come Edolea canadensis, Potamogeton pectinatus e altre.

In carenza di tali vegetali la carpa erbivora utilizza massivamente le alghe filamentose, nonché, in caso di soggetti di grossa taglia, piante emerse quali Phragmites e Typha. L’attività alimentare inizia intorno ai 12°C, comporta una razione alimentare di circa il 50% del peso corporeo a 20° C e raggiungere il massimo verso i 25-27°C ( 100- 120% del peso corporeo), per crollare infine intorno ai 33°C con il totale blocco dell’attività alimentare. Non so se questi dati riescono a far riflettere un po’, sta di fatto che la quantità di cibo di cui ha bisogno una carpa erbivora è veramente enorme (si pensi ad un branco di venti carpe, con una taglia media di 15-20 Kg, che quantità di biomassa vegetale deve mangiare ogni giorno per riuscire a vivere). Forse, chi inizialmente ha introdotto questi pesci in molti bacini, poco si è reso conto di quello che ben  presto sarebbero state le dirette conseguenze di tale gesto.

L’alimentazione delle amur, legata a grandi quantitativi di alghe e piante, è la ragione per la quale alcuni bacini, in cui la presenza di questa specie è massiccia, sono stati completamenti ripuliti da qualsiasi forma vegetale sul fondo.

Si pensi al lago di Castel Gandolfo, in cui molti di voi hanno pescato e che altri invece avranno conosciuto magari vedendo il nostro documentario “Le amur de papa”. Quello è un lago di origine vulcanica, che si distingue per una buona trasparenza delle acque e che, come tutti i laghi vulcanici, tende a caratterizzarsi per una quantità di alghe sul fondo piuttosto alta. In realtà, in questo lago è presente da molti anni una grande popolazione di carpe erbivore che, nel tempo, ha eliminato praticamente quasi tutti i substrati algali e, oggi, si fa molta fatica a trovare piante acquatiche o alghe nel lago.

Le carpe e le amur, essendo anche molto legate al ciclo del detrito, riescono comunque qui a vivere ma con facilità si nota che le amur che si catturano oggi sono tendenzialmente più magre di quelle che si catturavano quando la disponibilità alimentare legata alle piante era molto più alta.

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La pesca all’amur: la carpa erbivora

amur pescare la carpa erbivoraAver puntualizzato che l’introduzione di specie alloctone può comportare degli squilibri ambientali nel tempo non toglie che la carpa erbivora, che non ha alcuna colpa in tutto ciò, continua ad essere per noi un pesce meraviglioso. Sappiamo quanto l’amur sia ambita dai carpisti e questo è dovuto al fatto che, una volta allamata, riesce a regalare all’angler dei duri combattimenti che, chiaramente, si traducono in grandi emozioni. La sua struttura altamente idrodinamica, e un corpo munito di una pinna caudale molto grande, fa sì che questo pesce riesca a raggiungere velocità non paragonabili a quelle di una normale carpa che, come ben sappiamo, tende ad avere un corpo più tozzo e meno adatto alle fughe veloci.

Al contrario, l’amur sa tenerci con il fiato sospeso fino all’ultimo istante del combattimento, anzi, il più delle volte è proprio la fase finale quella più concitata in cui il pesce, avvertendo la presenza del pericolo imminente, ovvero il guadino nell’acqua e l’angler sulla sponda, si lancia in maniera ripetuta in fughe incredibili, riuscendo a far slittare anche le frizioni più serrate. Questo credo che sia un punto su cui soffermarci, infatti, pescatori poco esperti di questo pesce si fanno trovare impreparati quando, ormai con il pesce arrivato a pochi centimetri dal guadino, e pensando che il combattimento sia terminato, tendono a chiudere molto il freno dei mulinelli: niente di più sbagliato!

L’amur, non appena si sente persa, ovvero in questa ultima fase, è in grado di fare delle partenze fulminee che sono causa a volte di spiacevoli rotture. In seguito ad una di queste sfuriate, non è affatto difficile vedere fragili ami aprirsi, pesci che si slamano e, non di rado, guadini sfondanti dalla potenza del pesce. Quindi, occhio! Una volta arrivati gli ultimi metri di lenza da recuperare, lasciate pure che il pesce si sfoghi con diverse fughe che lo stancheranno e, solo in quel momento, mettetelo nella rete. Un discorso a parte va fatto se il combattimento avviene dalla barca. Infatti, mentre se parliamo di comuni carpe non troviamo una grande differenza tra la resistenza opposta dal pesce durante un combattimento che avviene da riva piuttosto che uno che avviene da natante, lo stesso non possiamo dire se parliamo di carpe erbivore. Vi chiedete il perché?

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Beh, le amur, se pescate da terra, tendono a venire verso la sponda con grande facilità, per poi fare una serie di fughe solo nel sottoriva finché poi non vengono guadinate. Invece, cosa del tutto contraria è se peschiamo da natante, infatti, sembra proprio che l’imbarcazione spaventi molto il pesce che tende a fare molte fughe ripetute e potenti ogni volta che tentiamo di avvicinarlo alla barca. Questo spesso si traduce in combattimento che si allungano all’inverosimile ed estremamente esaltanti e sportivi per l’angler che li vive. Si possono portare esempi di combattimenti dalla barca con grandi amur durati anche un’ora. Questo può avvenire specialmente in laghi dove l’acqua è molto ossigenata, i pesci sono quindi molto potenti, e il fondale profondo non facilita il recupero del pesche che scappa verso la profondità e non verso i lati. 


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EmilianoeEmiliano Gabriel